LE MIGLIORI CORNA CON L’AMICO DEL CORNUTO

    Alcune esperienze in club privé frequentati da singoli, mi hanno fatto scoprire il sottile piacere di umiliare il mio amato cornuto. Metterlo in un angolo a guardare, giocare con altri uomini, essere la troia di altri, e intanto lanciargli maliziosi sguardi di affettuosa provocazione. Ma il vero piacere era fargli sentire la mortificante etichetta da cornuto, quel tipico giudizio che ti affibbia il singolo ignorante che va in un club e non vede l'ora di scoparsi la moglie di un altro. In quei frangenti, abbiamo capito la nostra vera natura di coppia cuck: io troia e lui cornuto. Baciarlo con le labbra piene di sperma, dopo che un altro mi era venuto in bocca, e fargli sentire come mi aveva rotto la fica. e intanto quello sconosciuto si rivestiva, nascondendo a fatica la commiserazione per il mio adorato cervo.Ma ho subito capito che le emozioni del club erano “finte“ e stereotipate. Troppo comodo fare il cornuto con uno sconosciuto di cui neppure conosci il nome. Troppo facile giocare a essere cornuto nel recinto protetto di un club, dove girano solo cazzi anonimi e senza volto. Se davvero voleva sentire l'adrenalina delle corna, doveva accettare l'idea che avrei giocato a fare la troietta nella vita reale. Persone che lui conosceva, scelte da me nel circuiti di colleghi o conoscenti, e che gli avrebbero regalato l'emozione autentica di convivere con la reputazione da cornuto. Sputtanamento vero, mortificazione reale di quelle che bruciano.Il mio amato cornuto era titubante e riottoso a questa idea, ma ormai l'idea di avere una splendida moglie zoccola si era impadronita di lui. Eppure, ha opposto molte resistenze quando gli ho detto ridendo che Alex, il suo amico fotografo, faceva troppo lo spiritoso con me.Lui era il classico 40enne, separato e malato di figa. Direttore del circolo fotografico che frequentava il cornuto, con un'infinità di conoscenze in comune. L'idea che facessi la puttanella con lui lo faceva imbestialire. Un po' per gelosia, un po' per l'imbarazzo e lo sputtanamento che gli sarebbe piovuto addosso: Alex era il classico bastardo che andava a caccia di mogli e fidanzate altrui, e se le chiavava soprattutto per il piacere di vantarsene con amici. Ma era proprio questo dettaglio che mi stuzzicava e divertiva. E' stato facile cominciare a flirtare con Alex, nascondendogli la circostanza che il cornuto conosceva ogni dettaglio del nostro flirt. Un paio di battute rilanciate con malizia, il cellulare scambiato di nascosto, sms sempre più spigliati. Ma il mio vero divertimento era la sofferenza e l'opposizione del mio adorato cornuto. Percepivo il suo fastidio, leggevo la mortificazione e la rabbia nel suo sguardo quando gli facevo leggere i messaggi sempre più intimi, e godevo a infierire su di lui con allegra malizia sottolineando che il suo sedicente amico voleva proprio chiavarsi sua moglie.Ricordo ancora il mio primo invito a pranzo con Alex, e poi il nostro primo aperitivo, con l'irresistibile “siparietto“ di far finta che il cornuto non sapesse nulla. Complimenti che diventavano più chiari e diretti, con lui che mi diceva che sarei stata la modella più bella di tutto il circolo e he qualsiasi fotografo avrebbe fatto follie per avermi davanti all'obiettivo. Ma sapevo che c'era ben poco di artistico nel suo interesse. E mi divertiva la mia spudoratezza nel presentarmi al nostro aperitivo con il book di foto nuda che mi aveva fatto negli anni il suo “allievo“. Nulla di strano a posare nuda, soprattutto per il marito, e il nudo artistico era piuttosto usuale al circolo. eppure molti scatti erano border line, e mi piaceva sorseggiare un gin tonic cogliendo nel suo sguardo un'emozione speciale. Era divertente stare lì, vestita sexy ma senza eccessi, e intanto vedere i suoi occhi che scannerizzavano le mie immagini a culo nudo. Era divertente pensare che sarei rientrata a casa e avrei ironizzato con il cornuto sul fatto che il suo amico conosceva ormai a memoria la mia fica.Ricordo bene la fatidica “prima cena“ a casa di lui, quando le carte in tavola tra me e Alex erano ormai ben chiare. I nostri sms che ormai indugiavano spudoratamente in battute sul tema della fedeltà coniugale, e indirettamente si prendevano gioco del cornuto. E io che non vedevo l'ora di farli leggere al mio amato marito. Si era fieramente opposto a quella cena, il mio cornuto. Ma sapeva che non aveva scelta. Era una sera d'estate di alcuni anni fa e avevo scelto un vestitino decisamente sexy. Avevo allineato sul letto la mia collezione di perizomi da troia e avo imposto al cornuto di aiutarmi nella scelta: e godevo della sua dolce sofferenza. Sapeva che quello spettacolo di femminilità presto se lo sarebbe goduto quel bastardo del suo amico. E inevitabilmente se ne sarebbe vantato con altri.Ricordo l'ultimo messaggio al cornuto quando ero arrivata a casa di Alex. Un messaggio spiritoso e affettuoso, giusto per ricordargli che aveva preparato la sua tana di single con lume di candele profumate e musica soffusa. mi facevano sorridere i tentativi di Alex di rendersi interessante con discorsi affascinanti: se ero lì, già avevo deciso di dargliela. Dopo un drink, chiesi di andare alla toilette. E poi tornai in salotto come la “bambolona di Ligabue“: vestita solo del bicchiere: sandalo con tacco da 12 e perizoma da Troia, sfoderando un sorriso disinvolto. Mi sentivo decisamente zoccola per quella iniziativa così sfacciata: e questo pensiero rimbalzava tra fica e cervello. Non ci fu bisogno di parole. Lingua in bocca per pochi secondo, e poi scivolai in ginocchio per dimostrargli che la moglie del suo amico faceva i migliori pompini di Roma. Cazzo di taglia media, ma duro come il marmo. Lo lascia di stucco con quel pompino spudorato, interrompendomi solo per dirgli che non mi formalizzavo se mi veniva in bocca. Un fiume di sbarra sorseggiata scrupolosamente.Pensavo intensamente al cornuto e mi sentivo fiera di me, mentre chiacchieravo disinvolta sul divano del suo amico, vestita solo con un periodino e il sapore della sua sbarra che impreziosiva lo champagne. E Alex di stucco che non la smetteva di dire che ero la donna più bella che avesse mai avuto. Glielo presi in bocca con un sorriso smaliziato e in un attimo era di nuovo un manganello. Mi mise a pecorina sul divano, esterrefatto di come avessi la fica bagnata. Spostò lateralmente il perizoma e provò a scoparmi, ma lo bloccai con un sorriso. Alex rimase un po' interdetto, ma me ne uscii con una battuta rimasta celebre nella nostra storia di amore e corna: “no caro, quella è di mio marito...“. E su queste parole presi il suo cazzo e me lo appoggiai sul buchino posteriore, pregandolo solo di fare piano perché era la mia prima volta. Rimase spiazzato dalla scena e dalla sorpresa, al punto che quasi mi sentii in dovere di giustificare il mio gesto con una battuta: non poteva rimanere vergine a vita, e con il marito non ci sono le giuste motivazioni.La cosa che maggiormente lasciò Alex di stucco fu il fatto che mi alzai, presi dalla borsetta griffata una busta della farmacia e gli porsi un tubetto di gel lubrificante: segno evidente che c'era premeditazione da parte mia. Chi lo avrebbe mai detto? quella giovane e incantevole moglie di amico, dall'aria così altezzosa e distaccata, che era andata da lui con il proposito di farsi sverginare quel culo da sogno. Alex si dimostrò piuttosto maldestro. Spinse con decisione, con il solo risultato che tirai un urlo raccapricciante saltando sul divano. Poi provò con pazienza e determinazione. Una fitta lacerante e bestiale, una sensazione che sarebbe riduttivo definire di dolore: ma l'idea che stavo lì, a farmi rompere il culo da un amico del cornuto, mi faceva sentire talmente troia che la mia fica era bagnata oltre il limite della decenza. Cambiammo più volte posizione e mi inculò con delicata fermezza. Mi sentivo usata, dominata, sottomessa. E pensavo ai commenti che avrebbe inevitabilmente fatto con qualcuno al Circolo. Inevitabile che si sarebbe vantato di avermi battezzato il sedere. In un cambio di posizione, glielo presi di nuovo in bocca. Mi sentivo aperta, con il sedeer profanato, abusato, violentato. E in quell'attimo mi sbarrò in bocca.Neppure avevo finito di deglutire che già mi rivestivo. Avevo voglia del mio amore. Volevo mostrargli i segni delle sue prime vere corna. Nel rivestirmi di corsa, capii che il contatto con il filo del perizoma tra le natiche era troppo fastidioso. Cazzo, neppure riesco a rimettermi le mutandine per come mi ha conciata. Mi rimetto il vestito e lo saluto frettolosamente, uscendo a fica nuda sotto quel vestitino sexy. Ora il seder comincia a bruciarmi in modo orribile. Ad ogni passo, la contrazione del gluteo mi provoca una fitta che cresce. Salgo in macchina e mi brucia il culo da pazzi. Ora capisco cosa si prova dopo che ti hanno fatto il culo come si deve. Ci avevano provato in tanti ma senza successo. Ci aveva provato anche il cornuto, ma si era arreso davanti ai miei strilli. Forse per farselo rompere ci vogliono corna vere...Arrivo a casa e lo bacio con tutto l'amore del mondo. Ho un inconfondibile sapore di sperma tra le labbra e ironizzo sui drink che mi ha offerto il suo amico. Mi mette una mano sotto il vestito e sente che non ho mutandine. Sente che ho la fica bagnata oltre il limite del decoro e vorrebbe schiaffeggiarmi, ma il suo cazzo esplode nei pantaloni. Mi dice che sono una troia ad avergliela data e io con un sorriso gli sussurro che non è così: “gli ho detto che questa è solo di mio marito...“. Rimane di sasso senza capire. Con lo stesso sorriso, prendo la sua mano e me la porto tra le natiche, guidando il suo dito sul mio buchino cedevole e gonfio con una smorfia di dolore. “In compenso gli ho dato qualcos'altro“.... Al cornuto sembra di impazzire, mentre ridendo aggiungo che almeno il suo amico avrà qualcosa di davvero sfizioso da raccontare al Circolo..

    CONTRIBUZIONE

    paolo mia moglie e una donna molta calda e anche se quasi cinquantenne ama prendere i cazzi e essere riempita di sborra. io confesso di essere un cornuto contento perche mi piace da morire vederla ammirata da altri uomini, toccata e sborrata sopra e qualche volta anche dentro. ecco ci piacerebbe se ci facessi il piacere di mostrarla per l-ammirazione e i commenti di tutti...

    Cuckold: Ma devo essere per forza perverso?

    Descrivendo velocemente i miei connotati: 45 anni, maschile, di origine italiana, vissuto per 17 anni in diverse città dell’Europa. Divorziato, ed ora single. Già da giovane, mi sono sentito incuriosito dai diversi aspetti erotici del sesso (Bi Cuckold). All’inizio erano riviste, poi video ed ora internet, hanno mi accompagnato sempre accompagnato nei miei momenti di solitudine. Considerando che mi sono sempre sentito in “obbligo” di essere un amante comprensivo e delicato, solo di rado sono riuscito a condividere la mia vena perversa, che dentro di me ardeva assopita. Già una delle mie prime esperienze con una donna, mi hanno dimostrato sia la disinvoltura che anche le donne possono avere, in tema sesso. Quanto il piacere che possono provare “anche” loro, nel sesso anale. Questo mi ha dato sempre speranza, che prima o poi, troverò anch’io la donna che, sa apprezzare gli aspetti tanto particolari del mio essere erotico. Innanzi tutto, mi sembra giusto evidenziare il fatto che, non credo di conoscere/comprendere la gelosia fisica. Io mi sento legato alla mia compagna, sentimentalmente, e poco mi importa se, per il suo piacere, si ricorra ad oggettistica o altri membri “bendisposti”… Mi intriga già molto, la sola idea di vederla intrecciare una “danza erotica” con un’altra persona. L’atmosfera che si crea, quando ognuno capisce che, si può passare al lato sessuale, senza remore, e senza vergogna di essere come si vuole essere. Ma soprattutto scoprendo possibilità che si offrono, facendo sesso in più di una coppia (3 o più…) Le farfalle che senti quando ti rendi conto che puoi approfittare di qualcuno che, “normalmente” non si valuterebbe mai. Tu che “giochi” con una persona fino a poco prima estranea, ha del erotico, già in se. Guardarti, così disinibita e decisa a raggiungere un piacere tanto proibito quanto coinvolgente …. Ho provato a coinvolgere il mio primo amore. Ma eravamo entrambi troppo innocenti, per poter comprendere cosa e come fare. Situativamente, ho conosciuto anche chi era in grado di non solo apprezzare la luce accesa, ma che non aveva nemmeno problemi ad usare giocattoli. Anche con mia moglie, ho provato a trasmettere questo appetito. Provato lo abbiamo, ma sempre con immagini ed aspettative differenti. Col risultato di crisi e litigi non indifferenti. Sempre questa paura di concorrenza, che molte donne (e/o uomini) hanno. L’ultima donna, con la quale ho avuto qualche cosa di simile, è quella che mi ha aiutato a comprendere sia il mio vero essere, quanto ha confermato il mio credere che, ci sono donne che sanno essere tanto oneste, che dimostrano il loro piacere nel sesso, perverso e spinto, quanto gli uomini … quanto me. In primo luogo, mi piace l’atmosfera che si crea, quando due o più persone cominciano a fantasticare apertamente, riguardo a cose che il galateo ci ha insegnato a tenere Nascosto. L’imbarazzo e l’eccitazione che si s**tenano dentro, quando una coppia decide di rendere partecipe un’altra persona che, la si vuole coinvolgere nella propria attività sessuale. La complicità che si istaura tra i due, quando ti “ordino” di andare a mungere qualcuno e di tornare con la bocca piena, per condividere ed ingoiare entrambi il frutto della tua disponibilità e passione … Non so se riesco a portare a parole, la sensazione che si prova, sapendo che è la TUA donna, che profila in atteggiamenti lubrici e libidinosi. Non è l’atto in se, bensì, il fatto che, anche tu ci provi tanto piacere erotico cerebrale ad atteggiarti in maniera così perversa, e così erotica, provando anche tu piacere nel tuo essere e poter essere tale. A tutti piacerebbe essere disinvolti e comportarsi disinibitamente, come una puttana, ma i meno, si azzardano ad esserlo. Metti la paura di ciò che potrebbe pensare di te, il compagno. Paura della concorrenza (potrebbe essere più bravo/grosso di me)… paura di trovarlo piacevole, e di non poterci/riuscirci più rinunciare … Non dico tutti i giorni. Ma a chi non piacerebbe, di tanto in tanto, andare dove altra gente si trova, in voglie particolari, e approfitta dell’offerta che si offre? Esiste davvero la donna che ammette sinceramente, che un cazzo le basta per il resto della vita. Lo stesso dicasi degli uomini! Ora, la maggior parte degli “adulti” si atteggia moralmente in modo monogamo. E non è mia intenzione criticarli. Ma dove e come si trovano quelli che la pensano come me? Dove la trovo una donna, che non si spaventa subito, quando le dici che ti piace il ruolo del Cuckold? Che non mi dispiace leccare anche un bel cazzo, mentre magari, addirittura la sta stantuffando. Così mi lecco sia lui, quanto il sapore di lei che il cazzo mi porge, entrando e uscendo da uno dei suoi pertugi. Come mi è piaciuto, infilarmi sotto alla mia donna, a 69, mentre un altro le sfondava il culo. Lei mi ha quasi annegato: appena le ho leccato il grilletto, ha goduto tanto che, mi ha schizzato copiosamente direttamente nelle narici, facendomi andare tutta la sua broda, attraverso le narici, direttamente nell’esofago e nei polmoni … ho davvero avuto paura di annegare, bloccato com’ero, dalle tue cosce che, nel tuo orgasmo anale/clitoriale/cerebrale, mi attanagliavano la testa sulla tua fica, mentre cercavo di ritrovare ossigeno … Vuoi mettere della gelosia, per quel bravo “membro” che ti sfondava lo sfintere? In quel momento non era altro che, “il mezzo per lo scopo” … Io che l’ho succhiato bello duro, e lui che, nemmeno sapeva quali erano le nostre intenzioni. Per poi vedermi infilarglielo direttamente nel tuo buco del culo … ammetto che, mi ha regalato una sensazione difficile da descrivere, permettendomi di poterla far usare in maniera così disinibita: Ti ho messa alla pecorina, ti ho chiesto di aprirti bene le cosce, mostrandoci i tuoi palpitanti orifizi … Io mi sono dato da fare, dopo averlo succhiato bello duro per almeno 5 minuti, a mettergli un preservativo. Volevo farti la mia puttana, e mettertelo io in fica. Ma quando l’ho tenuto in mano, bello incappucciato e pronto alla penetrazione, mi sono chiesto: perché sprecare tempo, mettendotelo in fica? Per farti sentire subito la puttana che sei, che voglio tu ti senta, te lo metto subito e direttamente, nel tuo già tanto aperto buco del culo. Tu lo hai apprezzato subito, e me ne hai ringraziato. Già questo fatto, mi ha fatto sobbalzare di eccitazione: la mia donna che mi ringrazia per farla sentire tanto troia, mettendogli un cazzo estraneo direttamente in culo, è stato a dir poco sublime. Sono rimasto a goderti così farcita e stantuffata, per alcuni istanti … poi, ho avuto la brillante idea di infilarmi tra le tue cosce, sotto di te, per vedere da vicino come il cazzo di Machmut ti riempiva bene le viscere, e dall’altra parte, poter bere il succo della tua libidine. Che tu venissi così tanto, così violentemente, così copiosamente, non lo ritenevo possibile. Mi hai centrato subito entrambi le narici, riempendomele fino in gola, della tua broda calda. La cosa, se da una parte mi ha soffocato, dall’altra mi ha fatto godere cerebralmente, in maniera straordinaria. Cercavo di respirare, ma con la bocca piena, le narici colme, e con la testa rivolta in alto e bloccato com’ero dalle tue cosce frementi del tuo orgasmo, ho vissuto momenti di eccitazione e panico allo stesso tempo. Non mi è restato altro da fare che, deglutire e bere tutto il tuo piacere … Quel giorno, volevi essere la mia puttana, alla quale avrei potuto chiedere/ordinare qualunque scabrosità, e tu volevi essere felice di adempiere il tuo compito. Già all’inizio, quando arrivammo in sauna-club, dopo esserci spogliati, ambientati e seduti al bar, nella cabina fumatori, hai esaudito il mio desiderio di vederti spompinare un assoluto sconosciuto, senza nemmeno scambiare una parola. Eravamo seduti su di un divanetto di fronte al “fortunello” della situazione, che si stava dimostrativamente accarezzando il pene. Tu mi fai notare che ce l’ha bello grosso … io ti chiedo di andare a mungerlo con la bocca, per riportarmi il frutto del suo piacere, senza deglutirlo o sciuparne una goccia, e ne usare le mani. Tu mi guardi negli occhi, alla ricerca della conferma della mia intenzione/serietà. Riconosciutomi serio e determinato, ti sei alzata, senza pronunciare ne parola ne contrarietà, ti sei avvicinata di fronte allo sconosciuto, hai steso il tuo telo davanti a lui, in modo che hai potuto inginocchiarti comodamente per fargli comodamente e gustosamente un bel pompino. Eravamo da soli, ma lo stesso, lui ci è rimasto di stucco, ma poi, ripresosi dallo shock, si è fatto trasportare presto dalle sensazioni, e ha cominciato a stantuffarti a dovere la gola, col suo bel cazzone più lungo che grosso. Brava come sei, scapellando terribilmente il cazzo che hai in bocca, te lo risucchi fino a farti venire pure i conati, nel tentativo di ingoiare il più possibile. Nel giro di 5 minuti, ecco che, sgranando gli occhi e grugnendo come un porco, lo sconosciuto ti riversa il suo sperma in bocca. Tu che lo trattieni dentro di te, attanagliandogli i glutei, e risucchiando ogni goccia di piacere dalla sua fremente verga. Come nulla fosse, ti stacchi, ti alzi, ti giri, e vieni verso di me. Con un’espressione incantevolmente orgogliosa, mi sorridi a labbra serrate, per non perdere una goccia del tanto perversamente guadagnato seme. Ti siedi affianco a me, socchiudi la bocca, e mi fai vedere il liquido che tieni in bocca, giocandoci con la lingua … che immagine perversamente erotica … Ammetto che mi eccita un casino baciarti, quando hai la bocca tutta sporca e usata da altri cazzi che hai appena spompinato. Ma il gusto del seme altrui, non l’ho mai condiviso con nessuno. Vederti lì vicino a me, con in bocca tutto quel ben di cazzo, non sono riuscito ne a trattenermi ne a rifiutarmi di baciarti. E come speravo/temevo, non è stato solo un bacio candido, bensì un bacio caldo e pieno di lingua e sperma … quando abbiamo cominciato a baciarci, e tu hai aperto la tua bocca, una quantità indescrivibile di sborra liquida, mi è entrata in bocca. Troppo liquida e troppa, per i miei gusti, di allora, ma in quel frangente, mi hai permesso di sentirmi tanto porco e perverso quanto mai in vita mia, che non sono riuscito a trattenermi, ed ho ingoiato un po anch’io … Finito di “bere”, ti ho proposto di andare in sauna, a vedere cosa offre la casa. Abbiamo optato per una sauna non troppo pesante, ben illuminata e con una parete tutta di vetro, che consentiva la vista dentro alla sauna, a chi passava davanti. Dentro c’erano 4 uomini ed una donna. Noi ci siamo introdotti, dandoci per allegri e spensierati italiani (in svizzera interna non tutti lo capiscono) salutando i presenti. Stesi i teli, ci siamo adagiati uno affianco all’altro. Un altro era sopra di noi, un gradino più in alto, con l’inguine non distante dalla mia lei. Gli altri, uno a 90gradi, da solo a vista, e la coppia, di fronte a noi. A questo punto, tu mi chiedi se voglio che tu munga qualcun altro, ammiccando al pene del vicino. Io lo guardo … guardo il proprietario, che mi fissa sorridendo. Gli strizzo l’occhiolino e dico di stare li, che arrivi tu. Te ti guardo, ti chiedo: “hai voglia di sentirti porca, ancora un poco? Hai voglia di dedicarti a questo bel cazzone qua davanti a tutti?” Tu mi sorridi, e mi rispondi: “Se a te non da fastidio che mi dedico e godo anche il cazzo di altri, ne sarei felice!” A questo punto, ti chiedo di mungere più cazzi possibile, questa sera … Tu ti giri, alla pecorina verso di me, mostrandomi tutto il tuo grembo, fica e culo spalancati e fradici, impugni il cazzo del vicino e te lo ficchi tanto profondo in gola, che lo spasmo ti hanno indotto a spingere sia la tua fica, che sugosamente si è aperta, ma anche il tuo buco del culo si è spalancato di fronte a me. Non ho saputo resistere, ed ho affondato la mia lingua dentro al tuo intestino, facendoti inarcare la schiena, presa dalla lussuria, e spinta dalle mie mani nella nuca, sul cazzo del vicino. Tu ti spompavi sugosamente il cazzo del vicino, mente io ti aprivo lo sfintere con colpi di lingua arrapati e affamati di emozioni forti … Non ci volle molto, e il fortunello di turno, spingendoti la testa nel suo grembo, ti ha innaffiato il suo piacere direttamente in gola, in modo che tu sia riuscita a deglutirlo, senza nemmeno assaporarne il gusto. Quindi ti ho fatto girare verso di me, per baciarti e guastarmi il sapore del sesso che hai praticato fino a poc’anzi. Con una mano al mento, ho volto il tuo viso, verso l’altro uomo, che era preso, sdraiato su di un fianco verso di noi, a menarsi un bel cazzone grosso e lungo. Tu mi fai notare che è già un poco vecchiotto, e io ti rispondo: “fa niente, regalagli una bella pompa con ingoio. Chi sa quanto non glie la fa nessuno. Vai e mungilo!” Tu ti alzi, sposti il tuo asciugamano, ti inginocchi sul gradino sotto, davanti a lui. Glielo prendi in mano, e te lo porti alla lingua, che tieni bella tesa, fuori dalla tua bocca, mentre Sali e scendi per tutta la lunghezza del bel cazzone che hai trovato. Per un momento, ho avuto paura per il fortunello: è diventato tutto rosso in faccia, occhi fuori dalle orbite, e grugniva ad ogni risucchio che gli facevi. Dopo due frasi di accertamento, che tutto andasse bene (ci mancava solo a che questo venisse un’infarto), ti ho confermato il mio ordine “Mungilo”, e con esso anche comunicato di farlo venire il più velocemente ed intensamente possibile. Ma poi, di non deglutire nulla del munto. Questo poveretto, una situazione tale, non se l’aspettava, ed ha goduto poco dopo, in maniera molto evidente e sonora. A missione compiuta, tu ti sei rivolta verso di me. Nel frattempo, la compagna della coppia di fronte, si è avvicinata, e mi ha chiesto cortesemente, se fossi disposto a regalarle la mia puttana, per qualche istante, ora, dove hai la bocca piena. Io le chiedo cos’ha intenzione di fare? Lei mi risponde che, vorrebbe baciarti e gustarsi con te lo sperma estraneo. Io mi dico, senza nemmeno chiederti, d’accordo. Alla condizione che, ne fa uscire un poco dalla tua bocca, e te lo spalma con la lingua su tutto il viso. Ti voglio cosparsa tutta di sperma estraneo, per poi baciarti e leccarti, pulirti tutta … Lei si dice d’accordo e ti prende per le spalle, volgendoti verso la sua bocca. Vi date in un appassionato e corroborante bacio, con evidente turbine di lingue e liquidi. Siete un’immagine sublime. A questo punto, vedo lei che ti induce a farle colare tutto lo sperma raccolto, dentro alla sua bocca. Ti fa sdraiare e comincia a leccarti il viso, lasciando evidenti tracce di sperma sulla tua pelle. In questo modo, passa almeno due minuti a leccarti il viso e petto, alchè, finito lo sperma, si gira verso di me, mi ringrazia per questa bell’esperienza e offre il suo ragazzo, per soddisfare le voglie della mia donna. Io la ringrazio per il piacere cerebrale che già mi ha regalato. Mi volgo a te, e ti rendo partecipe che, il ragazzo, l’ultimo rimasto, voleva regalarti anche lui, il suo piacere, e che la sua donna, voleva vederlo godere da un’altra donna. Compreso il mio desiderio, tu ti sei spostata verso la nuova vittima della tua sete, e hai cominciato a pompartelo. Io dietro a te, non ho saputo resistere a quest’ennesima pecorina che tu mi offrivi così “involontariamente”. Mi sono alzato in piedi, e posizionato dietro a te, te l’ho spinto, tutto d’un colpo, nello sfintere, fino a che, non ho sentito i tuoi umori colarmi sulle palle, e sentire la presa del tuo sfintere avvolgermi il cazzo fino alla radice. Presa da uno spasmo di soffocamento, a causa del cazzo davanti, che involontariamente, ti è entrato letteralmente nello stomaco, mi hai spinto fuori, lasciando la tua rosetta così stupendamente aperta…. Davanti non mollavi il cazzo del bull di turno, che aveva la sua ragazza attaccata al collo/bocca, che gli sussurrava cose irripetibili. Io, dietro a te, che nel frattempo ti stantuffavo bene il culo, alla vista di tutti i presenti, ed una 15ina di persone, che nel frattempo, si erano fermati davanti alla sauna per godersi lo spettacolo che la mia donna stava dando/godendo. Non so se è colpa del caldo, o del vissuto, solo so che, appena goduto quest’ultimo, mi sono sfilato da te, e ho chiesto di uscire dalla sauna. Mi sentivo girare la testa, e il respiro mi mancava… Anche tu, al limite delle forze fisiche, acconsenti e “strisciamo” fuori da questo inferno di calore e cazzi. Uscendo, i presenti, ci hanno salutato con un applauso. Imbarazzati, noi ci siamo diretti verso una zona relax, per riprendere fiato……….. Dopo aver ripreso un poco i sensi, ci siamo inoltrati per il locale, e le sue stanze, per vedere cosa si offriva sia in struttura, quanto in pubblico. Tutto il tempo, a dedita distanza, ci seguivano un crocchio di persone, curiose di vedere cos’altro avremmo combinato. Quando giungemmo in una stanza di carattere SM, mi volli soffermare. Questa stanza, si poteva chiudere dall’interno, limitando l’intrusione a volontà, ma offriva ai curiosi, delle finestre con inferiate per vedere e assistere. In questa stanza c’erano: un cavalletto robusto, rivestito di cuoio, per il fissaggio di uno schiavo, nelle diverse perverse posizioni. Una croce di st. Andrea, dove poter fissare la propria vittima, offrendo i diversi orifizi in maniera indifesa. E come ultimo, una vera e propria sedia ginecologica, dove anche qua, potervi fissare l’esaminata. Guardandoti interrogativamente, per quello che pensavi o desideravi, ti diedi una prima sberla, sul culo. Forte e sonora. In modo che tutti potessero sia sentirla, ma anche riconoscerla come un atto di forza esagerata. Tu senza battere ciglio, hai confermato la ricezione, mugolando il tuo dissenso. Quindi, ti ho fatto piegare sul cavalletto, col culo rivolto agli spettatori, in modo che tu potessi vederli, da sotto le tue gambe. Avevi il culo in maniera particolarmente esposto. Le tue gambe divaricate offrivano una bella vista sia sulla tua ficona fradicia e gonfia, ma anche sul tuo buco del culo, che si vedeva bene come palpitava di voglia e piacere. Conoscendo la tua vena esibizionista, comprendevo quanto ti piacesse essere presentata in questo modo. Ma tanto per spiazzare i presenti, anziché possederti e goderti personalmente, ho deciso di soddisfare un poco la tua voglia di sottomissione/punizione. Ti ho reso partecipe della mia decisione e di batterti il sedere 10 volte per ogni cazzo che fino ad ora, hai soddisfatto. Tu, tremante sia di voglia che di paura, mi hai chiesto il permesso di esprimere un desiderio. Ricevuto il mio consenso, mi hai proposto, visto che deve e vuole sia una “PUNIZIONE”, di usare la bacchetta che hai visto appesa al muro, vicino alle fruste. In modo che lasci sia segni, ma anche le dia la sensazione di essere davvero punita. Cosa che la eccita in maniera spropositata. Io mi giro, e volgo lo sguardo su di una bacchetta di ca. un metro, per uno spessore di ca. un dito. Era Bamboo. La prendo e la faccio sibilare nell’aria. Il rumore ti provoca una pelle d’oca, che ti rizza il pelo sui glutei … La cosa mi eccita e contraria tanto, che ti sferro una fustigata secca e dolorosa improvvisa, sulle natiche. Tu nemmeno riesci a sospirare che, ripeto il colpo, strofinando un poco la bacchetta, sulle parti lambite. Arrivato al terzo colpo, ti faccio notare che, questi colpi, non contano. Tu, singhiozzando mi chiedi il perché?. Io ti rispondo, perché ne ringrazi ne conti. Per cui non contano … Riprendo inaspettatamente le fustigate, e tu, a tono: “1 … grazie mio signore 2 … grazie mio signore 3 …grazie…4 …5 …./…47 … 48 …. 49 …. 50 GRAZIE MIO SIGNORE. Ancora 5 perché sono così perversa, mio signore, ti prego!” Accontentati I desideri della mia DONNA, ti faccio girare, in modo che cavalchi il cavalletto, appoggiando le ginocchia, e braccia su ripiani fatti apposta, ai quali ho fissato con dei lacci. In questo modo, riesci giusto a muovere un poco la testa, e hai i pertugi inferiori, sfacciatamente aperti e pronti all’uso. Ignara dei miei propositi, mi chiedi se ho intenzione di fustigarti ulteriormente? Io ti dico solo di pazientare un attimo e volgo la mia attenzione verso gli spettatori, che nel frattempo stimo essere una 25-30ina. Esco dalla stanza, e mi rivolgo ai presenti, in tedesco, chiedendo se c’è qualche bel pene grosso. Se c’è qualcuno che ha voglia di usare la mia donna. L’unico vincolo, che metto, è quello che, qualunque pertugio prendano, voglio che siano protetti. Ma che il loro seme, va versato incondizionatamente in bocca della mia troia. Vedo che tre o quattro, si girano e se ne vanno. Ma nel frattempo, si sono fatti avanti un nero ed un bianco, con due arnesi enormi. Li saluto e chiedo se hanno capito le mie condizioni. Chiarito ciò, gli porgo due preservativi e rientro coi due nella sala supplizi. Non chiudiamo nemmeno la porta, perché ora, il meccanismo è chiaro. L’uno si dirige subito al fronte di lei, e gli porge un uccello esemplare, già molto grosso, sennonché ancora mezzo moscio. Da ingurgitare. Cosa che lei, senza indugi, anzi con una gran brama, si affretta a affondare nella sua vogliosa e calda bocca. Nel frattempo, il secondo è riuscito a mettere il suo enorme arnese dentro a quello che sembra, un esile preservativo. Si avvicina da dietro alla mia DONNA, e strofina quest’enorme palo di carne giusto una volta, da cima a fondo, tra le sue labbra. Giusto per lubrificarlo un poco. Quindi, con un colpo secco, lo infila per tre quarti, nella fregna della mia donna. Io ero li di fianco che mi godevo questo essere “di piacere sessuale”, in maniera diretta e cerebrale, in maniera quasi sconvolgente. Da una parte sentivo lo sguazzare di un cazzo, nella bocca della mia cagna. Mentre dall’altra, sentivo lo stantuffare di questo egregio arnese, nella fregna di questa vacca infoiata. Me lo ha chiesto già tante volte. Ma mai si era presentata l’occasione. Mi aveva chiesto di farla letteralmente stuprare. Contro ogni sua volontà o potere. Di farla prendere da più uomini a ripetizione, fino a farla godere e sfinire. Voleva sentirsi usata e goduta da chiunque. Si sentiva a suo agio, perché uno, sapeva me al suo fianco, che controlla la situazione (in tutti i sensi), e dall’altra, perché non solo sapeva di avere il mio consensi, ma sapeva anche che, la cosa, mi piaceva/me la godevo un mondo vederla/darla così. Il negro ti spingeva il suo cazzo fino quasi all’ombelico. Mentre l’altro ti toglieva il respiro. Si sono scambiati posizione 4 volte, affondandoti questi magnifici esemplari di cazzi, anche nel tuo intestino. Alla fine, dopo circa 20 minuti di terapia, sia l’uno che l’altro ti hanno riversato il loro seme, in bocca, spingenti i loro membri, fino in gola, visto che tu eri legata, non potevi far altro che accogliere e cercare di deglutire velocemente. Per un attimo, dello sperma ti è addirittura colato dal naso. Ma tu, infoiata com’eri, lo hai subito ispirato e deglutito. Dopo i due, ne ho fatti entrare altri 12. Uno pochi minuti dopo l’altro, in modo che, i primo potesse divertirsi come voleva, incappucciato, in uno dei tuoi orifizi. Ma quando stava per venire, ho fatto preparare il prossimo, in modo che si sostituisse subito al primo, che nel frattempo si faceva strada alle tue tonsille. In questo modo, siamo riusciti a trascorrere ben un’ora e mezzo. Tu ti sei fatta usare e hai bevuto ben 14 cazzi a raffica (in totale, nel club, sei riuscita a trangugiarne ben 27 quella sera. Ma è vero, scopato hai solo con 14 e me). Ed io ero infoiato come mai … Mi godevo sia la situazione, ma anche la tua bellezza, la tua complice perversione. Era ed è un piacere perverso cerebrale, più che fisico. Alla fine della tua cavalcata sul cavalletto, ti ho slegata, e ripulita un poco. Tu sembravi nemmeno aver la forza di rimetterti in piedi. Eri sconvolta dagli orgasmi vissuti e ubriaca di piacere. Non riuscivi quasi a parlare … Dopo qualche tempo, mi hai rassicurato, e chiesto una pausa. Alche, adagio e come ubriachi, ci siamo diretti verso il bar. Quella sera non abbiamo più pagato una bibita. Ogni volta c’era qualcun altro che si offriva da bere. Dopo quasi un’ora, ci siamo ripresi e deciso di fare qualche sauna e bagno turco. In sauna, ci siamo comportati bene, anche perché, per quella sera, le sudate erotiche in sauna, ci sembrava bastassero. Ma in bagno turco, estasiata com’eri per l’arredo che era tutto in marmo nero brillante, riscaldato. Hai deciso bene di festeggiare anche l’educazione dei presenti. Nessuno ha allungato le mani di sua iniziativa. E sia tu, quanto io, apprezziamo molto questo modo di fare anglosassone. Quando vogliamo, lo chiediamo noi. Ma non vogliamo distrarci, tenendo sotto controllo, gli avvoltoi della situazione … Così, ti sei accovacciata per terra e hai chiesto: chi vuole essere il primo. Così è cominciata la prossima mungitura collettiva, dove hai fatto godere e bevuto altri 5 uomini. Una volta usciti, ti ho suggerito di andare su di un lettone un poco appartato, ma accessibile a tutti. Una volta lì, ti ho reso noto che, era mia intenzione farti farcire per bene da tre cazzi simultaneamente. Tu mi hai guardato con occhi che, brillavano di una luce tanto perversa quanto vogliosa: “si, si, dai. Fammi montare come una cagna in calore, prima di andare a casa, a digerire il tutto ….” Mi hai detto, quasi sussurrando, un poco vergognosa di essere ancora vogliosa anche tu, di ciò che ci siamo prefissati. Una volta accordati noi, mi rivolgo al nostro seguito di maschietti vogliosi, e chiedo chi è disposto a dividersi la mia vacchetta, con altri due simultaneamente. Abbiamo fortuna, si ripropongono il negro e il suo amico (coi grossi cazzi), e un ragazzuolo, quasi insignificante. Tu sei già tutta bagnata e ti masturbi spudoratamente davanti a tutti. Vedi che ti si avvicinano i due cazzi già conosciuti, e ti rivolgi a me dicendo sorridendo vogliosa: “questa notte, mi porti a casa con le gambe divaricate e la fica e culo fumanti …. Sappi che te ne sono grata!!!” Faccio incappucciare gli invitati. Uno si sdraia, e tu gli monti sopra, infilandoti il suo cazzo in fica. Appena sistemata, ecco il ragazzuolo, che alla fine, anche lui ha un “ariete” ragguardevole, che ti infila il suo arnese in bocca e comincia a stantuffarti la faccia. E alla fine, io stesso aiuto il negro, ad infilarti il suo manganello, nel tuo sfintere. Tu non riesci che a mugolare, tra un gemito e l’altro, il tuo piacere. Alla fine, non riesci a trattenerti e lasci uscire il cazzo dalla bocca per urlare il piacere che provi, in quel ennesimo orgasmo sconquassante, che inonda i due che sono conficcati nelle tue membra. I tuoi gemiti, le tue contrazioni, la situazione in se, ha portato questi due all’orgasmo e a goderti direttamente presi nei tuoi buchi. Fortuna che erano incappucciati. Fortunata, ti sei dichiarata tu stessa, dopo, quando mi hai descritto la copiosità e la densità dello sperma del ragazzuolo, che fortunatamente sei riuscita a risucchiare dentro la tua bocca, al momento giusto. Mi hai confidato essere stati 7 intensi e abbondanti schizzi, che quasi non sei riuscita a gestire. Dopo quest’ultimo stand, siamo rimasti al bar, ancora un’ora, prima di apprestarci al viaggio di ritorno. Una volta a casa, ci siamo divertiti ancora un poco, nel rievocare la serata. Ti ho goduta ancora in tutti i tuoi pertugi … Ma presto (la mattina) ci siamo recati a letto a dormire e a riprenderci dall’avvenuto. Il giorno dopo, sarà spunto per un eventuale prossimo racconto. Quanto scritto, rispecchia avvenimenti reali, e il desiderio di riprovare queste e altre sensazioni simili. Gradito è sia il commento quanto suggerimenti … Ciao e grazie per il tuo tempo e voglia, di condividere questi miei pensieri, voglie ed esperienze. Soprattutto la conferma, da parte di donne che, sanno apprezzare uno come me, è più che benvenuta, quasi vitale. Vi prego, donne, datemi anche solo la conferma. Caio a tutti

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